La Camera dei deputati USA ha approvato di recente, con una maggioranza schiacciante (327 voti contro 101), un progetto di legge in materia di sicurezza doganale che, fra le altre disposizioni, prevede la possibilità per i funzionari della dogana USA di aprire qualunque lettera o pacco in partenza o in arrivo con posta internazionale senza necessità di un mandato di perquisizione. Il IV emendamento della Costituzione USA sancisce il diritto di non essere sottoposti a perquisizioni senza uno specifico mandato il che vale anche per la perquisizione della corrispondenza. Con questa nuova disposizione gli Stati Uniti permetterebbero invece il controllo della posta internazionale a discrezione dei funzionari doganali, i quali, inoltre, non sarebbero perseguibili in nessun caso purché "abbiano eseguito la perquisizione in buona fede". Il servizio postale americano in passato era stato oggetto di aspre critiche da parte delle associazioni pro-privacy per avere proposto che i servizi di messaggeria privata (tipo Mailbox etc.) dovessero esigere dai clienti un documento di identità con foto prima di procedere a qualsiasi transazione. In questo caso, invece, il servizio postale si è schierato fra gli oppositori più accesi del progetto di legge. Lunico elemento positivo in questa vicenda, almeno secondo lAmerican Civil Liberties Union, è stato linfuocato dibattito svoltosi al Congresso prima della votazione un fatto non previsto, che fa ben sperare sul livello di sensibilizzazione del mondo politico rispetto al tema della privacy. Il testo deve essere sottoposto ad una commissione congiunta Senato-Camera, e la speranza di molti oppositori è che in tale sede si arrivi a stralciare la norma contestata. Il segreto della corrispondenza è sacro per gli Americani, secondo lACLU, che ritiene più che sufficienti a garantire la sicurezza dei confini nazionali le norme già oggi esistenti in base alle quali i funzionari doganali possono confiscare armi, droga ed altri oggetti di contrabbando ottenendo un mandato di perquisizione in base allesistenza di "probabili motivi". (Ndr: Ripreso da un articolo di Declan McCullagh su WiredNews, del 23 maggio 2002) |