SORVEGLIANZA ED INTERNET: INIZIATIVE NEL REGNO UNITO E IN GERMANIA

Contro i possibili eccessi della sorveglianza di Internet e reti telematiche si sono levate di recente numerose voci. Sia l’Autorità per la protezione dei dati inglese sia le Autorità di numerosi Länder della Germania hanno puntato il dito contro quelle che sono state definite "forme ingiustificate di sorveglianza".

Presentando l’ultimo rapporto annuale lo scorso 10 luglio (disponibile all’indirizzo http://www.dataprotection.gov.uk/dpr/dpdoc1.nsf ), Elizabeth France, responsabile dell’Autorità per la protezione dei dati del Regno Unito, ha sottolineato che la risposta agli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 ha dato luogo ad una serie di proposte di legge dalle conseguenze potenzialmente devastanti. La France ha sottolineato che queste iniziative hanno inciso in misura notevole sull’equilibrio fra rispetto per la privacy delle persone ed esigenze di tutela della società contro azioni criminali di tipo terroristico. Il pacchetto di misure antiterrorismo approvato nel Regno Unito (Legge antiterrorismo, sulla criminalità e la sicurezza del 2001) prevede, in particolare, la conservazione dei dati relativi alle comunicazioni via Internet da parte dei fornitori di servizi per un periodo prolungato e, soprattutto, la possibilità per le forze dell’ordine di accedere a questi dati per tutta una serie di motivazioni non necessariamente legate alla prevenzione e alla repressione della criminalità — ad esempio, per motivi connessi alla salute e all’incolumità pubblica o agli obblighi di natura fiscale. In questo modo, dati dei quali si è chiesta la conservazione prolungata per scopi di sicurezza pubblica finiscono per essere utilizzati per scopi i tutt’altro genere. Significativo, a tale proposito, il richiamo fatto dal Garante inglese al documento approvato lo scorso anno dal Gruppo che riunisce le Autorità europee di protezione dati in merito ad un approccio equilibrato alla lotta contro il terrorismo (disponibile all’indirizzo http://www.europa.eu.int/comm/internal_market/en/dataprot/wpdocs/wp53it.pdf ), in cui si sono invitate tutte le parti in causa ad un uso misurato dei poteri di sorveglianza per evitare di compromettere proprio quei principi di libertà e democrazia che sono minacciati dal nuovo terrorismo.

In Germania va invece segnalata l’iniziativa che, sotto la guida dell’autorità per la protezione dei dati del Land Schleswig-Holstein, è stata battezzata "Cartellino rosso per gli spioni su Internet" (http://www.datenschutzzentrum.de/material/themen/rotekarte/index.htm ). Si tratta di una campagna di informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica rispetto alle proposte di legge attualmente all’esame del parlamento federale (Bundestag) che, sempre in risposta agli eventi dell’11 settembre 2001, prevedono la possibilità di conservare a priori tutti i dati disponibili, sia rispetto alle transazioni su Internet sia rispetto ai servizi di telecomunicazione. L’obiettivo è di mettere a disposizione dei servizi segreti e delle autorità giudiziarie tutti i dati di cui possano eventualmente necessitare in caso di indagini. Le modalità di gestione del database che verrebbe a crearsi saranno definite non da norme primarie, ma attraverso norme regolamentari approvate dal governo federale. Attualmente in Germania (come in molti altri Paesi dell’UE, anche per effetto delle disposizioni della direttiva 97/66, di recente modificata) vige il principio opposto — ossia, tutti i dati che non siano necessari ai fini della fatturazione devono essere cancellati. E’ chiaro che se la proposta divenisse legge, si avrebbe un cambiamento "epocale" nella gestione dei dati personali su Internet e nei servizi di telecomunicazione. I Garanti dei Länder sottolineano, in particolare, che attraverso l’insieme dei dati che i fornitori di servizi Internet e i fornitori di accesso dovrebbero registrare e conservare si otterrebbe un profilo completo degli interessi dei cittadini che navigano in rete: quali prodotti acquistano, con chi e di cosa chattano, quali siano i loro gusti e le loro preferenze. Per questo invitano tutti i cittadini tedeschi a scrivere ai propri rappresentanti in Parlamento per protestare contro quello che è stato definito un "sovvertimento" del principio costituzionale (sancito dalla Corte costituzionale tedesca), secondo cui i dati non possono essere conservati a priori per scopi indeterminati: altrimenti, per citare il documento disponibile all’indirizzo Web sopra citato, "si creerebbe un potenziale di sorveglianza che non ha precedenti nelle democrazie contemporanee".