nella "società globale dell'informazione" Il 15 febbraio 1997 è stato firmato l'accordo della W.T.O.- World Trade Organization di Ginevra per la liberalizzazione dei servizi mondiali di telefonia e telecomunicazioni di base. A poco più di un mese di distanza, il 26 marzo 1997 è stato firmato a Ginevra l'accordo della W.T.O. per la liberalizzazione del commercio mondiale dell'information technology (l'accordo ITA, ovvero, l'informatica senza barriere) entro il 1^ gennaio 2000. Ed, infine, con l'accordo del 13 dicembre 1997, ancora una volta formalizzato grazie alla delicata opera di tessitura svolta dalla W.T.O. diretta da Renato Ruggiero, anche i servizi finanziari entrano a pieno titolo sotto l'ombrello della liberalizzazione multilaterale garantita dalla stessa Wto, con un accordo illimitato nel tempo e sulla base della clausola della nazione più favorita che, già dal 1^ marzo 1999, permette di avere un quadro globale di regole certe e vincolanti giuridicamente per gli investimenti e la fornitura di servizi per banche, assicurazioni e società di intermediazione finanziaria in tutto il mondo. Questi tre accordi di portata storica, che lo stesso Ruggiero definisce "arteria vitale per l'economia mondiale e volano per nuovi investimenti e per l'interscambio", hanno restituito la dimensione umana alla "società globale dell'informazione"; essi, infatti, sanciscono la fine dei principali monopoli, agevolano l'accesso a nuovi e meno onerosi strumenti finanziari e, quindi, stimolando la diminuzione dei prezzi ed una riduzione progressiva delle barriere doganali, facilitano la diffusione delle tecnologie e rendono disponibili a milioni di cittadini dei paesi ricchi e dei paesi poveri l'informazione e la conoscenza, in una condizione di pari opportunità. Se è vero che la società dell'informazione produrrà nei prossimi 50 anni uno sviluppo comparabile a quello realizzato in seguito all'invenzione della stampa, per dare un seguito concreto agli accordi della W.T.O., occorrerà rendersi conto, anche, delle problematiche linguistiche di accesso; una società dell'informazione globale deve adottare, infatti, un approccio plurilingue: per esempio, le banche-dati dovrebbero essere impostate in diverse lingue, nel rispetto delle diversità linguistiche ed, anche, a tutela delle minoranze. Per il futuro sviluppo della cultura democratica in Europa e nel mondo sarà estremamente importante il grado di accesso dei singoli individui o gruppi di cittadini alle banche-dati di organismi statali e la loro possibilità di comunicare attraverso le nuove tecnologie dell'informazione. Da un raffronto tra il sistema Internet americano e le reti europee ad esso collegate, come la rete francese di ricerca Renater, emerge che Internet è notevolmente più aperto -per cui gli utenti europei hanno sinora dimostrato una netta preferenza per Internet rispetto alle biblioteche telematiche europee- mentre in Europa è molto più accentuato il concetto di riservatezza, soprattutto nella pubblica amministrazione. Il diritto d'accesso alle informazioni pubbliche -come previsto, ad esempio, dalla legge americana sulla libertà d'informazione- diventerà una questione centrale della società dell'informazione. Nell'applicazione del diritto d'accesso, anche i costi connessi alle nuove tecnologie dell'informazione sono suscettibili di incidere sul principio della pari opportunità, in particolare nel settore dell'istruzione. Le pari opportunità in una società dell'informazione possono essere garantite, unicamente, assicurando un accesso paritetico alle fonti di informazione. |