C'è posta per te
(e il principale lo sa)

Nell'ultimo anno è raddoppiato il mercato dei sistemi per monitorare la posta elettronica dei dipendenti

di
Riccardo Stagliano'

"E il vincitore è...". Ad Andrew Quinn non è sfuggito che la notte degli Oscar si è conclusa da qualche tempo, ma la premiazione a cui si riferisce riguarda i recordman della posta elettronica. Nella sua stanza di "amministratore di sistema" della compagnia digiocattoli per la quale lavora mostra un istogramma con la classifica dei dipendenti che hanno spedito il maggior numero di e-mail.

Quinn è un signore bonario, di cui tutti alla Ritvik Company si fidano, ma ciò non toglie che la sua facoltà di sapere esattamente chi manda e riceve messaggi, il loro numero e il titolo di ognuno, oltre ai siti visitati durante l'orario di ufficio impensierisce più d'una persona. Tanto più che non si tratta affatto di una caso isolato ma dell'indicatore di una tendenza fortemente in crescita. "Il mercato per il monitoraggio della mail è praticamente raddoppiato nell'ultimo anno - dichiara Abner Germanow, ricercatore della International Data Corporation e prevediamo che aumenterà molto rapidamente".

Alla Ritvik il motivo ufficiale per cui hanno adottato il nuovo sistema è quello di ottimizzare la rete interna per la posta elettronica, sbarazzandosi ad esempio di quei file troppo pesanti che rischiano di ingolfarla. Anche la scelta del programma SuperScout che non può "vedere" il contenuto dei messaggi depone a favore della loro buona fede. Altre aziende però (sono già nell'ordine delle centinaia negli Stati Uniti) non fanno segreto di puntare, con applicazioni analoghe, a dissuadere gli impiegati dal perdere tempo in attività personali. Sino a poco tempo fa il tracking della posta era molto complicato da fare mentre, negli ultimi 6 mesi sono usciti programmi molto più intuitivi ed efficienti dei loro predecessori che possono ordinare la corrispondenza anche sulla base di determinate parole chiave contenute nel corpo dei messaggi. Quello che SuperScout (della SurfControl) può fare è generare classifiche delle 10 persone che spediscono più mail, di quelli che ne ricevono di più, il loro peso in Kb e il loro titolo, mentre xVmail (xVault) consente anche la scansione del testo. Negli ultimi mesi anche Symantec e Gfi fax and Voice hanno presentato prodotti analoghi.

"E' tutta una questione di larghezza di banda spiega Quinn i nostri 700 dipendenti usano sempre di più la Rete per ogni tipo di attività: Siamo passati da una linea Isdn a una potente T1 ma non basta mai e così abbiamo pensato di affrontare il problema alla radice". Ai dipendenti, a partire da questa settimana, diranno di usare la posta con moderazione avvertendo che la loro corrispondenza elettronica può venire controllata. Una politica di trasparenza molto apprezzata dalla American Management Association che ha dichiarato che nel futuro prossimo potrebbe essere la stessa legge a chiedere che le compagnie comunichino agli impiegati se un sistema di sorveglianza è stato attivato. In California sarebbe già allo studio un disegno di legge che renderebbe illegale qualsiasi monitoraggio non palese. Dall'esperienza quotidiana di Quinn almeno metà della posta elettronica in entrata o in uscita degli impiegati non ha a che fare con questioni di lavoro. Tra i tipi in cui è incappato durante il suo scrutinio ce n'è uno appassionato di erbe medicinali che passa ore nel sito di un santone New Age e spedisce decine di messaggi al giorno sull'argomento. C'è chi è fissato con le barzellette sulle donne al volante e le diffonde incessantemente ad amici e conoscenti.

Ma quando finisce l'uso consentito e inizia la truffa nei confronti del datore di lavoro? E' successo che un impiegato della Southern California Edison Federal Employees Credit sia stato duramente ammonito quando i suoi superiori hanno scoperto che aveva spedito 150 messaggi in un solo giorno. In una pena più dura sono incorsi, mesi fa, 23 dipendenti amministrativi della New York Times Company: per loro, in seguito all'accusa di aver spedito molteplici messaggi osceni (la compagnia non controllava abitualmente la posta, ma era in corso un'altra indagine per irregolarità), è scattato il licenziamento. "Uno scambio di e-mail assomiglia molto a una telefonata e deve essere protetta nello stesso modo" sostengono i sempre più numerosi avvocati specializzati nelle violazioni della privacy. Sacrosanto ma, nelle more della legge, se dovete parlare male del superiore evitate almeno di usare l'indirizzo aziendale.

(Ndr: ripreso da la Repubblica del 5 aprile 2000)