Innovazioni tecnologiche e privacy
Il diritto alla protezione dei dati tra sicurezza ed efficienza

Roma, 17-18 giugno

TAVOLA ROTONDA
Tutela della persona ed efficienza socio-economica

Intervento del
Prof. Gaetano Rasi
Garante per la protezione dei dati personali

In una società civilmente sviluppata non può non esistere - tra le qualità intrinseche dell'attività di produzione e distribuzione - la tutela dei dati personali in tutti i beni che l'incalzante innovazione tecnologica mette a disposizione dell'individuo non più atomo disperso nella massa, ma persona titolare del diritto alla sua riservatezza, alla sua libertà di scelta ed alla identità personale.

Per dimostrare quanto sopra partirò, in questa tavola rotonda, da una riflessione preliminare sul concetto di efficienza socio- economica.

Vanno infatti considerati i due aspetti relativi al progresso civile, nel quale si risolve il concetto di efficienza sociale, ed alla crescita produttiva, nella quale si risolve il concetto di efficienza economica.

Sul primo aspetto penso che non ci si debba soffermare più di tanto perché possiamo dare per acquisite due equivalenze. La prima: un più alto grado di civiltà comporta una elevata capacità culturale e di benessere dei singoli.

L'altra equivalenza consiste nella diffusione ad un sempre maggior numero di individui di quelle regole etiche e giuridiche che organizzano ed elevano il vivere comune.

Il problema si pone in maniera più acuta per quanto riguarda il secondo aspetto: quello dell'efficienza economica.

A questo proposito gli economisti distinguono il termine di crescita da quello di sviluppo.

Il termine crescita è impiegato nella dinamica economica per indicare l'andamento della produzione in senso puramente quantitativo e si differenzia dal termine sviluppo, concetto più complesso, che implica anche essenziali componenti qualitative.

Per questo secondo aspetto si parla di una economia in sviluppo quando non solo la produzione cresce in senso assoluto, ma anche aumenta in senso distributivo, ossia rispetto alla popolazione.

E' ovvio che non si tratta solo di una media statistica ottenuta dividendo la produzione globale (prodotto interno lordo, PIL) per il numero degli abitanti di una determinata società territorialmente individuata: Città, Paese, Stato, Nazione, Comunità, Confederazione, Area, etc. Deve trattarsi, per parlare di sviluppo di produzione o di reddito pro capite reali, ossia effettivamente distribuiti e apprezzati.

In questa espressione effettivamente distribuiti e apprezzati sta anche il concetto di qualità diffusa nel godimento individuale dei beni prodotti ed offerti.

Dunque perché si parli di sviluppo in senso completo - e qui vengo al nocciolo del problema che ci interessa - è necessario che migliori il tenore di vita dei singoli per cui contano sia la qualità della produzione, sia il funzionamento delle infrastrutture, sia l'efficienza del mercato.

La più moderna sociologia economica accoglie come possibile una concezione di crescita senza sviluppo, ossia un aumento quantitativo di beni a detrimento della qualità della vita e quindi in presenza di un ridotto progresso civile (caso dei Paesi sottosviluppati, ma ricchi di materie prime), così come può concepirsi uno sviluppo senza crescita. ossia in condizioni stazionarie della produzione purché tale circostanza sia accompagnata da una armonica ripartizione tra investimenti pubblici e consumi privati, e la produzione stazionaria sia ripartita equamente. Ovviamente lo sviluppo è compromesso da una "decrescita"!

Nella moderna concezione dunque l'elemento che caratterizza il concetto di sviluppo, rispetto a quello di crescita, non sta solo nell'aumento in termini reali, monetariamente misurati, del reddito medio pro capite. Tale caratterizzazione è infatti insufficiente.

Dunque, quello che conta - e che definisce pertanto la premessa del moderno processo di sviluppo - è la condizione nella quale opera una società in una determinata situazione di crescita diffusa per cui ad ogni movimento dei redditi maggiori corrisponde anche un aumento dei redditi più bassi. Ma il punto centrale non è ancora questo perché ormai si è consapevoli che lo sviluppo può avere dei limiti in due direzioni diverse ma alla fine produttrici degli stessi effetti negativi: da un lato l'esaurimento delle fonti delle materie prime ed energetiche e, dall'altro, l'inquinamento degli elementi essenziali alla vita: aria, acqua, terra.

Ed arriviamo così al concetto di sviluppo civile, per cui nei fattori di aumento del benessere entrano prepotenti e pervasive la cultura, l'eticità e la giuridicità.

La regolamentazione e, ove possibile, l'autoregolamentazione sono essenziali nel processo di sviluppo cosciente e condiviso.

Il passaggio successivo si riferisce, dunque, non tanto ad una società concepita come massa indifferenziata capace soltanto di produzione e di consumo, ma come aggregazione consapevole e partecipativa di singole persone che hanno coscienza di se stesse, capacità di vita di relazione, discernimento nell'accesso ai beni della natura ed alle trasformazioni dell'uomo e, soprattutto, in grado di organizzarsi giuridicamente in istituzioni ed ordinamenti di garanzia e di sicurezza.

L'uomo moderno, e soprattutto quello post-moderno, viene così configurandosi come uomo sociale nella vita di relazione, ma anche come uomo-individuo titolare di dignità e di diritti inalienabili e ciò non solo per il fatto di esistere, ma anche perché impegnato a rispettare la dignità ed i diritti degli altri.

Non si tratta di utopismo perché l'uomo moderno è largamente convinto che la moralità e la giuridicità non si sviluppano in un costante progresso, ma danno luogo spesso a soste e a ripiegamenti e che le sempre più diffuse consapevolezze etiche e giuridiche non corrispondono alla integralità dei rispettivi comportamenti.

Il progresso civile è, infatti, frutto di una continua opera di contrastata conquista.

In quest'ambito, a mio avviso, va compreso nel moderno concetto di efficienza socioeconomica, come sopra individuato nello sviluppo, il diritto alla tutela dei dati personali, come protezione della persona umana specie nell'era della comunicazione e dell'identità elettroniche.

Come è stato l'assunto iniziale, dunque, deve esistere in una moderna società sviluppata tra le qualità intrinseche delle merci e dei servizi, la tutela dei dati personali in particolare a seguito dell'incalzante innovazione tecnologica.

A questo punto va considerato il problema della formazione della volontà dei singoli nelle attuali configurazioni delle scelte di mercato. La questione non può essere affrontata sotto l'aspetto apparentemente più semplice, ma anche più fuorviante, secondo cui ad un maggiore interventismo regolatorio corrisponderebbe automaticamente una minor espansione del mercato (a causa dei vincoli alla libera circolazione delle informazioni, delle persone, dei capitali e dei beni) e, viceversa, una minore regolamentazione determinerebbe un aumento della domanda e dell'offerta.

Bisogna infatti evitare di confondere nei rapporti di scambio, i vincoli derivanti dalle norme fiscali e contrattuali e, in generale, dalle difficoltà esterne di accessibilità e di disponibilità, con le valutazioni di maggiore o minore convenienza e di maggiore o minore certezza delle parti nell'assumere le decisioni di vendita e di acquisto.

L'elemento personale è decisivo nella formazione della volontà rivolta alla vendita o all'acquisto delle merci e dei servizi. La determinazione si fonda, come detto, su valutazioni sinallagmatiche aventi per oggetto a) il rapporto tra il sacrificio per il prezzo da pagare e l'utilità prevista per il bene da acquisire; b) la convenienza a privarsi del bene in relazione al guadagno calcolato nell'incasso del corrispettivo; c) il grado di rischio nelle modalità di vendita o di acquisto: fornitura immediata o differita, pagamenti in contanti o dilazionati; d) garanzie rispetto ad eventuali vizi occulti; e) bontà dei mezzi di pagamento; f) fiducia nella assistenza post vendita (pezzi di ricambio, riparazioni, celerità intervento, ecc.); g) grado di affidabilità nella gestione del rapporto (professionalità, riservatezza, personalizzazione, continuità, grado del servizio, qualità della prestazione, adeguatezza delle informazioni, istruzioni per l'uso, ecc.).

I punti c) e g) riguardano i trattamenti dei dati personali e la regolamentazione delle informazioni per es. delle centrali rischi. Come appare evidente una corretta gestione delle informazioni riguardanti coloro che le raccolgono o le forniscono danno certezza al mercato: i venditori tendono ad espandere l'offerta e gli acquirenti sentono tutelati i diritti e incrementano la domanda. La regolamentazione dell'elemento responsabilità nei comportamenti a prestazioni corrispettive fornisce fiducia e costituisce la base alle fasi espansive del ciclo economico.

Il rispetto del cliente nel trattamento dei dati personali non viene più a costituire un costo che incide negativamente sul prezzo del prodotto finale, ma rappresenta un valore aggiunto che fa premio e quindi determina la selezione nella competizione del mercato.

L'esperienza in Italia (e non solo) di questi primi anni di vigenza ed applicazione della legge sulla tutela dei dati conferma, insieme con l'accrescimento culturale, la validità delle ricadute economiche connesse all'elevazione qualitativa dei rapporti negoziali.

Un'ultima considerazione. Com'è noto, per Schumpeter (il grande economista europeo, poi emigrato negli Stati Uniti) nei mercati delle economie aperte è il saggio di progresso tecnico che regola il saggio di profitto e quindi determina il saggio di interesse. E poiché, oggi più che ieri, l'accelerazione nell'introduzione di innovazioni è il centro del processo evolutivo del sistema economico contemporaneo e, a livello macroeconomico, del comportamento dei singoli operatori, è necessario che si crei un equilibrio virtuoso tra l'espansione economica e le garanzie per i soggetti destinatari degli impulsi che spingono le innovazioni le quali, a loro volta, determinano l'espansione economica.

Tra le garanzie, come abbiamo visto, fondamentali sono quelle che tutelano l'uomo nel trattamento dei suoi dati personali.

L'imprenditore innovativo, il moderno imprenditore schumpeteriano non può più competere e vincere nel mercato evoluto senza il rispetto del protagonista destinatario della produzione: nello scambio bene/prezzo emerge sempre più il diritto dell'uomo alla dignità, alla riservatezza, alla identità, alla libertà ed alla sicurezza nel trattamento dei dati personali.