BILL GATES A MILANO "CODICE DI ACCESSO ADDIO" di Maria Pia Rossignaud Bill Gates al Futurshow di Milano annuncia: "Addio alle password", tante volte dimenticate, troppe volte inutili contro gli attacchi dei pirati informatici. L'accoppiata username-password va in archivio, una tecnologia moribonda, così l'ha definita lo stesso Gates, che pure su questo binomio ha fondato buona parte della sua fortuna. Oggi smart card e biometria cominciano la loro ascesa per diffondere l'identificazione via impronta digitale o via iride (vedi Media Duemila n. 214). Codice pin del cellulare o codice bancomat addio; non avranno più motivo di esistere nemmeno password per l'accesso a Internet, a siti con registrazione, alla posta elettronica, al conto corrente online. L'utilizzo di tratti distintivi del nostro corpo come la voce, la retina, il riconoscimento facciale, le impronte digitali serviranno anche per applicazioni diverse dal mondo di Internet. In Usa un supermercato sta già sperimentando una modalità nuova di pagamento: il cliente riempe il suo carrello e paga senza code e senza toccare soldi, passando solo il pollice su uno scanner posto alla cassa. Il nostro dito diventerà la chiave di accesso universale per il web e non solo. Allora addio anche a carte di credito e bancomat? Fantascienza o prossimo futuro? In Giappone intanto, la compagnia Do.Co.Mo. ha immesso sul mercato nuovi cellulari con un chip speciale che consente di effettuare pagamenti (vedi Media Duemila n. 220). In Europa micropagamenti attraverso cellulare saranno possibili grazie ad una tecnologia Nokia, ma solo in via sperimentale e dall'anno prossimo. In Inghilterra questo nuovo modo di identificare le persone viene già impiegato soprattutto in ambito sicurezza: dal 2003 i dipendenti del servizio sanitario nazionale accedono alle aree riservate degli ospedali attraverso riconoscimento via impronte digitali. Controllare i figli che salgono e scendono dal pulmino della scuola, che entrano e escono dalla scuola stessa sarà semplicissimo grazie a sistemi collegati fra loro: libertà addio? Ai ragazzi sarà negato marinare la scuola? E noi tutti saremo sempre controllati e controllabili, attraverso computer collegati fra loro sul cui schermo saranno sempre disponibili informazioni del tipo: Franco Esposito ha pagato il biglietto per l'autobus alle 15.30, è entrato al caffè Mario alle 16.00, dove ha bevuto il the (non da solo perché lo scontrino è relativo a due porzioni...)? Forse la sicurezza ne guadagnerà, la nostra privacy sicuramente no, ma se Bill Gates punta sulla diffusione di massa di questa tecnologia, probabilmente ne saremo pervasi senza accorgercene. Il sogno originario di Microsoft era fare in modo che i computer non fossero dedicati soltanto alle grandi organizzazioni aziendali, ma alla portata di tutti, facili da usare ed economici. "Siamo riusciti a coronare questo sogno: abbiamo portato i pc su tutte le scrivanie, ma adesso è il momento di guardare avanti, di puntare all'intrattenimento offerto dai media digitali. Finora abbiamo solo scalfito la superficie del realizzabile: se il 1999 è stato l'anno della musica digitale, il 2004 è quello del video e la vera rivoluzione sarà sancita quando tutti avranno abbracciato il digitale". Per Bill Gates, co-fondatore di Microsoft, nonché chairman e chief software architect, il fulcro di questa trasformazione si chiama Windows Media Center (vedi Media Duemila n. 221), ovvero il sistema operativo per personal computer multimediali che, lanciato lo scorso 12 ottobre, è destinato a portare il pc al centro del salotto, sostituendo, o affiancando, il vecchio duo tastiera-mouse con il più semplice, pratico e intuitivo telecomando. Non sarà per il 2005, ma. . . (Ndr: ripreso da Media Duemila di dicembre 2004/gennaio 2005) |