OTM - Osservatorio TuttiMedia Come l'informatica si applica alla vita di La globalizzazione è all'interno della scienza, perché la scienza di oggi ha rotto tutti gli steccati che dividevano fino a poco tempo fa le varie competenze. Quando si parla di scienza si coinvolgono ormai anche settori non direttamente collegati alla scienza nella sua accezione classica, come per esempio le discipline umanistiche o quelle economiche. Per far comprendere l'importanza dell'informatica nella scienza bisogna spendere qualche parola sugli aspetti delle biotecnologie, strettamente collegati con i problemi dell'informatica. È innanzitutto importante sapere qual è lo scenario in cui ci stiamo muovendo. E lo scenario internazionale oggi è particolarmente avvincente, perché sul problema delle biotecnologie la maggior parte dei Paesi si è divisa in 5 grossi gruppi che mostrano differenze sostanziali. Un tentativo di raccordo è stato fatto tra l'Europa e gli Stati Uniti con il polo transatlantico per le biologie che è terminato alla fine del 2000, ma che sarà ripreso a breve, come è stato annunciato dal presidente della Commissione Europea, Romano Prodi, e il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush. L'Unione Europea è fortemente impegnata sul tema delle biotecnologie. Dopo aver elaborato, in collaborazione anche con enti internazioali, diversi documenti è passata alla fase operativa. Sono state indicate date precise entro le quali devono essere portate a termine azioni specifiche. E un ruolo di primo piano potrà svolgerlo proprio l'Italia, a cui spetterà nel secondo semestre di quest'anno la presidenza europea. È già in programma a novembre una convention sulle biotecnologie, sarà l'occasione per tracciare un cosuntivo per le azioni approvate nel 2002 a Bruxelles. Le istituzioni italiane hanno preso contatti con la presidenza greca, attualmente in carica, per fare il punto dell'intero anno. Inoltre l'Unione sta per bandire le ricerche relative al sesto programma quadro. Nei bandi, che chiuderanno ad aprile, le biotecnologie sono state inserite tra i vari temi in forma prioritaria. Questo, dunque, è lo scenario. In questo ambito ci sono degli accordi particolari come la collaborazione ufficiale tra Italia e Stati Uniti su diversi argomenti, tra i quali anche la bionformatica. Ci si può chiedere per quale ragione le biotecnologie sono così importanti che l'Unione europea le ha inserite come elemento prioritario nelle scelte che dovranno essere fatte nei prossimi anni. Innanitutto la loro importanza deriva dal fatto che significano la modifica del patrimonio genetico degli esseri viventi. Inoltre rappresentano uno dei momenti di quella integrazione dei processi scientifici di cui si parlava all'inizio. Infine i risultati, che derivano dalle scoperte fatte nell'ambito delle biotecnologie, sono direttemente applicabili a tutte le attività sociali e coinvolgono aspetti di ogni tipo. Uno dei campi di applicazione più interessanti è l'oncologia. Una delle scoperte più importanti che si sono fatte in questo campo è la comprensione delle ragioni e dei meccanismi attraverso i quali si formano cellule tumorali. Un processo questo che può essere compreso solo attraverso lo studio del Dna. Può accadere che per diverse ragioni la struttura del Dna, ad un certo punto, subisca un danno. L'enzima che percorre il Dna nella sua integrità si accorge della modifica. Un altro enzima taglia il pezzo di Dna danneggiato, un terzo enzima lo esporta ed infine un ultimo enzima ricostruisce il pezzo mancante come era all'origine. Questo è un processo che avviene quotidianamente, in tutti gli esseri viventi. Prenderne coscienza è stato però fondamentale perché questo meccanismo ha permesso ai ricercatori di utilizzare gli enzimi per tagliare e ricucire il tratto di Dna che di volta in volta serviva loro. Facciamo un esempio. L'interferon è una sostanza che produce l'organismo quando è sollecitato da un'infezione virale. Serve a combattere l'ingresso di virus estranei. In passato, gli studiosi hanno cercato di produrre questa sostanza attraverso un salasso enorme di quantità di sangue, fatta attaccare da virus lenti, che non avevano grande capacità infettante ma erano capaci di sollecitare l'organismo nella maniera opportuna. Poi si procedeva con la raccolta dell'interferon. Questo procedimento è stato però proibito in alcuni Paesi perché nell'uomo provocava la malattia volgarmente nota come "morbo della mucca pazza". Ma produrre l'interferon era importante, dal momento che poteva essere utilizzato in varie forme tumorali. La soluzione è arrivata proprio dalle biotecnologie, che hanno permesso di realizzare l'interferon su base di laboratorio con un processo che può essere applicato a tutte le attività biotecnologiche. Si prende da un lato una cellula umana che ha un gene che provoca l'interferon. Dall'altro c'è una cellula che è presente nell'organismo umano come batterio. Il suo patrimonio genetico non possiede il gene che sa fare l'interferon. Dunque con quel meccanismo di tagli e cuci illustrato prima, viene tagliato nella cellula umana il tratto del Dna che corrsisponde al gene che produce interferon e viene introdotto nel patriomonio genetico del batterio che non lo aveva. Avremo una celllula batterio che in laboratorio produce quanto interferon serve. Questo è il processo base delle biotecnologie applicate agli animali e anche agli uomini. Il primo prodotto di questi esperimenti è stato l'insulina, ma oggi c'è una quantità enorme di farmaci ottenuti con questo sistema, e cioè con l'ingegneria genetica. Ma la scienza è già andata oltre, oltre la genomica, con la postgenomica. Da un gene derivano molte proteine. Il gene di per sé non fa niente, è una cassaforte di informazione ma è fine a se stesso. Le informazioni devono poi essere elaborate con le proteine che determinano lo sviluppo delle malattie e della conformazione. È interessante notare che a Silicon Valley, un'area destinata esclusivamente all'informatica, oggi c'è il 50 % di aziende di informatica e il 50% di aziende biotecnologiche. Queste strutture hanno inoltre rapporti intrecciati. Questo è il futuro dell'informatica applicata alla vita. Integrazione reale tra queste due componenti. L'informatica ha un ruolo fondamentale nello sviluppo delle ricerce biologiche ed anche negli aspetti applicativi concreti. Per quanto riguarda la terapia, per esempio, prima c'era un chimico che doveva isolare e selezionare delle molecole: poteva farne pochissime. Ora sono migliaia e migliaia attraverso la chimica combinatoriale e la robotica. È le potenzialità si sviluppano esponenzialmente con l'arrivo dei supercalcolatori. Ci sono centinaia di migliaia di molecole negli archivi da esaminare, e poi ci sono tutte quelle nuove che si combinano per lo studio delle sostanze tunmorali. Le nuove prospettive riguardano anche i vaccini. Con le biotecnologie siamo di fronte a piante usate bioincubatori di farmaci e vaccini provocati dalle piante attraverso il Dna ricombinato. Le biotecnologie permettono quindi di produrre vaccini in larga scana nei posti dove non è possibile conservarli per lungo tempo né produrli nella maniera tradizionale. È evidente che questi progressi, che hanno un impatto così forte sulla qualità della vita, sono legati necessariamente all'informatica, a procedure basate su enormi operazioni di calcolo e su nuove molecole. Ma come sempre il progresso porta dei risultati eccezionali e, insieme, nuove preoccupazioni. La scienza nella sua capacità di acquisire nuove conoscenze è libera, ma quando si passa nel campo dell'applicazione deve essere gestita. È il caso della medicina predittiva, che permette cioè di dire se un soggetto è predisposto ad ammalarsi di una determinata patologia. In queste applicazioni l'informatica è fondamentale. Scendendo nel dettaglio, sono stati identificati dei geni che possono stabilire se una persona avrà un tumore dell'intestino. Inutile sottolineare quanto quest'informazione può essere utile. I malati di tumori intestinali hanno buone possibilità che i loro discendenti possono avere maggiori rischi della media di essere colpiti dalla stessa patologia. Queste persone saranno sottoposte ad esami particolari e, proprio grazie ai geni che abbiamo citato sopra, si potrà stabilire quanti rischi corrono. Alcuni di loro potranno di certo essere esclusi dallo spettro di una malattia certa. Stesso discorso per i tumori della mammella. In un numero limitato di soggetti si può predire la predisposizione alla malattia. Ma sembra inaccettabile la proposta, che pure è stata formulata, di procedere ad una mastectomia bilaterale preventiva per donne perfettamente sane e giovani, solo perché nei loro geni si intravede la possibilità che possano ammalarsi. La strada giusta rimane invece sempre quella di affrontare una terapia di sorveglianza. (Ndr: ripreso dal mensile Media Duemila di marzo 2003) |