Navigate su Internet ma guardate le stelle

di
Eugenio Scalfari

Aria sottile, tecnologia sottile, economia sottile, lavoro sottile: tutto sta diventando sottile in questo scorcio di secolo, anche la società, anche la bellezza dei corpi, anche il pensiero. Esistono vari sinonimi per esprimere lo stesso concetto; uno è flessibilità; un altro, ancor più elegante, è leggerezza; un altro ancora è rete, Internet.

Sulla soglia del terzo millennio l'"homo sapiens" ha riscoperto la matematica e la geometria che sono quanto di più sottile il pensiero astratto abbia mai prodotto. I nuovi lavori e i nuovi prodotti sono immateriali, hanno cessato di essere merci, non si toccano con le mani, non si gustano con il palato e con l'olfatto. Nella nuova società sottile potremo tranquillamente fare a meno di due e forse di tre dei cinque sensi dei quali Adamo fu dotato: ci basteranno la vista e l'udito; il tatto sarà ancora necessario ma solo per digitare; la parola - possibilmente espressa in un unico linguaggio - servirà soprattutto per scambiare messaggi funzionali e per colloquiare con i robot parlanti più che con i nostri simili. L'erotismo sarà voyeuristico, telefonico e solitario. L'amore sarà anch'esso sottile? Non riesco a figurarmelo l'amore sottile, ma prima o poi ci arriveremo, di questo sono certo. "Al cor gentil repaira sempre amore" cantavano i poeti dell'amor cortese e del petrarchismo, ma in quella società che esaltava le madonne al suono dei liuti convivevano le passioni forti e i robusti appetiti raccontati dal Boccaccio e dalle favole del "Mille e una notte". Noi non stiamo andando in quella direzione ma piuttosto verso l'amore narciso che bene si attaglia a una società algida e computerizzata. Non fosse per la necessità di riprodurre la specie e in attesa che la biochimica supplisca in provetta alle fatiche della copulazione, ci sarà dunque un sesso di troppo poiché Narciso vagheggia solo se stesso e tutt'al più un suo doppio del medesimo sesso.

Non vorrei esser scambiato per un passatista, ma certo il nuovo mondo sottile, il nuovo mondo "on line" comporterà una rivoluzione di fronte alla quale le due che hanno segnato la modernità saranno roba da ragazzi.

Qui si tratta infatti di sapere se l'homo sapiens ne uscirà ancor più sapiente e responsabile oppure regredito a "homo digitalis" dotato d'una mente velocissima nella decrittazione dei messaggi e nella soluzione dei videogiochi ma torpida e anchilosata del tutto nel pensare e nel vivere l'etica, la bellezza, la libertà.

* * *

................. omissis ...........

Bisognerà rivoluzionare i metodi dell'istruzione, alfabetizzare centinaia di milioni di persone al linguaggio digitale, mettere in rete le contabilità di tutto il pianeta, la distribuzione delle merci d'ogni genere e tipo, le biblioteche e gli archivi, le immagini e i beni culturali, le varie forme di spettacolo e di divertimento, la moda, le conoscenze scientifiche, l'assistenza medica, i possibili incontri tra persone che si cercano, l'organizzazione del turismo e dei viaggi eccetera eccetera.

Questi servizi, sia pure organizzati in modo antico, esistono già: le merci viaggiano, le persone anche, la contabilità pubblica e privata viene solertemente redatta, la cultura circola. Ma con quale lentezza, con quante difficoltà, con quante esclusioni. La rivoluzione consisterà nel mettere tutto a disposizione di tutti. Ci vorrà certo il tempo di un paio di generazioni, un lavoro immane, una rete planetaria, una diffusione capillare della nuova tecnologia, una crescita smisurata della società sottile e del lavoro sottile.

Esclusi, certo, ce ne saranno ancora ma per loro colpa. Se non si saranno alfabetizzati, se non avranno potuto dotarsi dei mezzi d'accesso al sistema, se non avranno saputo cogliere le occasioni della nuova occupazione sottile, se non disporranno di una mente veloce e avranno paura di rischiare; ebbene resteranno esclusi. La società sottile sarà ricca abbastanza per aiutarli a vivere e comunque a sopravvivere.

Del resto non è sempre stato così? Non c'è sempre stato l'esercito di riserva dei disoccupati, dei sottoccupati, dei perdenti, dei poveri? Il mondo non è sempre andato avanti sotto la spinta di una gara e non è sempre stato il luogo dove dominano i vittoriosi? Tanto più pietosi quanto più vittoriosi: "Parcere subiectis" questa è la legge di natura.

Società sottile, sì, ma fino a un certo punto.

* * *.

Dunque non si tratta di una bolla; può andare avanti su solide aspettative anche se ci saranno alti e bassi come è ovvio. Che non modificheranno tuttavia il "trend" di fondo. Però. Vogliamo guardarci ancora più dentro?

Si dice: ma non vedete che la tecnologia sottile è uno strumento in più? Sta a voi servirvene nel modo migliore; essa accresce comunque la vostra possibilità di scelta, quindi la vostra libertà. Crea e mette in circolazione idee e cultura. Al peggio resterete come siete; al meglio diventerete più consapevoli, più sapienti, più ricchi e magari - perfino - più felici. E infine si aggiunge: i forti del mondo ormai hanno imboccato questa strada; pensare di fermarli è impossibile; caviamone almeno il massimo di utilità per tutti. Spero di aver riferito correttamente la tesi di chi propugna l'avvento dell'"homo sapiens et digitalis".

E ora, non propriamente un'antitesi ma qualche modesta osservazione.

1. L'uomo digitale naviga, per definizione. Naviga nell'oceano della rete. Che cosa trova? Trova e sempre più troverà nuovi e più comodi servizi. Questo è chiaro e l'abbiamo già detto.

2. Entreranno in circolazione nuove idee e nuova cultura? Certamente sì, stanno già entrando. Che tipo di nuove idee? Idee, scoperte, invenzioni concernenti i nuovi servizi richiesti. Che tipo di nuova cultura? La cultura ludica perché, al dunque, si naviga in rete alla ricerca del gioco. Un gioco senza rischi, dalla propria poltrona. Un gioco per giocare, per casalinghi, per voyeurs, per fruire servizi di qualunque tipo. La rete è il vostro schiavo, schiavo elettronico, schiavo telematico. Avremo uno schiavo, cento, mille, diecimila schiavi senza l'odiosità di essere schiavisti. Non è un vantaggio?

3. Questo schiavo però vi sarà indispensabile. Fate l'ipotesi che smetta di funzionare o che voi non abbiate più voglia di navigare in rete. Non ci saranno più le vecchie alternative: scomparse. Nessuno distribuirà più merci al di fuori della rete, non si viaggerà senza l'ausilio della rete, non ci saranno medici di famiglia, forse non ci saranno scuole, certo non biblioteche né archivi né musei perché tutto sarà in rete. O navigherete in rete o sarete perduti.

4. Molte centinaia di migliaia di poeti, romanzieri, saggisti, pittori, scultori, musicisti dilettanti, che ci sono oggi e viepiù ci saranno domani, troveranno nella rete il loro editore. Se vorrete potrete navigare in mezzo a loro. Sarà questo l'accrescimento di cultura? Temo proprio di no anche perché il navigatore, non appena avvistato quest'immenso e improbabile arcipelago, cambierà rapidamente rotta. Se anche ci fosse in mezzo a esso l'isola del tesoro, nessuno se ne accorgerà.

5. Essendo voi diventati schiavi del vostro schiavo la vostra mentalità, il vostro modo di essere e di sentire si conformeranno rapidamente al suo. Le vostre domande dovranno essere in sintonia con le risposte che lo schiavo è in grado di fornirvi. Tutte le altre eventuali domande resteranno prive di risposta alcuna, quindi le terrete per voi. Dopo un po' smetterete di farle perfino a voi stessi.

* * *.

So anch'io che i forti della Terra - cioè la tecnologia e chi la maneggia - hanno ormai imboccato questa strada e nulla potrà fermarli. Aggiungo che in questo più comodo mondo sottile le disuguaglianze aumenteranno a dismisura, ma questo l'ho già detto.

Qualche tempo fa scrissi un libro intitolato "Il labirinto". La seconda parte del libro aveva come titolo "La vita veloce". Vi si descriveva esattamente una società tecnologicamente sottile, completamente computerizzata, massificata, che aveva perso il sentimento del tempo e della memoria vivendo interamente nel presente. Quella società era abbarbicata alla rete e doveva osservare certe regole di comportamento. Chi le violava veniva, come sola punizione, escluso dalla rete e con ciò condannato a una sorta di morte civile.

Questo che ho esposto - lo ripeto - non è una anti-tesi, ma modesti spunti di riflessione. Resistere all'avanzata della rete non significa fermarla poiché non è possibile ma tentare di non diventarne schiavi, esortazione facile a dirsi ma che temo sarà estremamente difficile da praticare. L'"homo sapiens" cederà il posto all'"homo ludens et digitalis". Formulo sinceri auguri per i posteri.

(Ndr: articolo ripreso da la Repubblica di domenica 28 novembre 1999)