I sistemi informatici e telematici sono sempre più utilizzati sia dai malfattori per le attività di riciclaggio, sia dalle istituzioni e dalle banche per le INIZIATIVE DI CONTRASTO

Il SOCIOtecnologico

di
Fulvio Berghella

(Euros consulting)

Il 20 agosto 1996, un preoccupante allarme è stato lanciatodal Fondo monetario internazionale. Ammonterebbero, secondole stime del Fmi, a 500 miliardi di dollari, cioè il 2%del pil mondiale, i capitali sporchi riciclati nei mondo. Neglistessi giorni, la cronaca internazionale, nell'analizzare i fenomeniconnessi al riciclaggio, richiamava l'attenzione sulle transazionielettroniche, sostenendo che il riciclaggio di denaro sporco neisistemi bancari e finanziari non può essere oggi affrontatosenza considerare alcuni pregnanti aspetti che caratterizzanoil periodo storico che stiamo vivendo. In particolare la rivoluzionedelle telecomunicazioni, l'avvento della volgarizzazione delletecnologie informatiche, l'uso domestico dei computer e il crescentemaggior utilizzo della rete Internet come mezzo di comunicazione.

Il fattore di crescita di Internet è straordinario. Negliultimi tre anni il giro di affari connesso alla rete delle retiè cresciuto tra l'80 e il 100% ogni anno sul precedente.Il valore economico del giro di affari connesso alla rete èstimato in 30 miliardi per il 1998. Per l'anno 2000 sono previsti200 milioni di utenti per i servizi di posta elettronica e oltre300 milioni di computer distribuiti nelle aziende e nelle abitazioniprivate.

La differenza e il confine tra uso domestico e utilizzo aziendaledei sistemi Internet e Intranet sarà modesto. Assisteremonel prossimo futuro all'aumento delle operazioni di home bankingvia Internet. Tutto ciò non è soltanto un fattodi moda, perché fare banca su Internet costerà meno.È stato calcolato che un'operazione eseguita allo sportellocosta 1,08 dollari. La stessa operazione, fatta al telefono conoperatore costa 50 centesimi, con il Pc banking 26 centesimi edappena 13 centesimi se posta in essere via Internet.

L'utilizzo della rete, nella sua capacità di trasmettereinformazioni e messaggi di ogni tipo, in tempo reale, in ogniluogo del mondo ove esista una presa telefonica, e senza tenereconto dei confini geografici e delle legislazioni dei singolipaesi, se da un lato comporta positività e sviluppo dellademocrazia, dall'altro si presta ad utilizzi critici e negativied illeciti. Come del resto per ogni veicolo di comunicazione.

La Commissione per i mercati finanziari dell'Ocse, l'organizzazioneper la cooperazione e lo sviluppo economico, concentrata sullanecessità di regolamentare con urgenza i nuovi mercatitelematici mondiali, ha dedicato parte dei propri documenti alfenomeno Internet, annotando che, sulla rete delle reti, spesso,scavalcando i tradizionali presidi posti dagli organi di vigilanzaa tutela dei risparmiatori, cresce il numero degli operatori chepermettono agli investitori di inoltrare ordini di compravenditadi titoli. (Le prime società ad agire in tal senso sonostate Sharelink ed Electronic share information).

Il 9 luglio 1996, dalle pagine dei quotidiano il Corriere dellaSera, il Commissario della Consob, Mario Di Lazzaro, affermavache il rischio più evidente della proliferazione spontaneadelle negoziazioni è costituito dalla autogerminazionedi un mercato virtuale che, eludendo i requisiti minimidi una corretta informazione elimini, insieme alle barriere spazialie normative, anche ogni forma elementare di difesa dell'investitore,soprattutto se non istituzionale. Per questi motivi la Consob,in sintonia con le altre autorità di vigilanza, ha sollecitatola massima cooperazione internazionale per monitorare le nuovereti telematiche chiedendo anche interventi di regolamentazioneaffinché siano chiari e visibili i rischi e le opportunitàdel trading.

Analoghe preoccupazioni sulla moneta elettronica e Internet sonostate formulate dal presidente della Bundesbank Hans Tietmeyere dal presidente della Federal Reserve di New York, William McDonough,che ha presentato un resoconto sulle conseguenze e i metodi dipagamento elettronici, tramite le nuove reti di pagamento e lecarte di credito attraverso le nuove reti di telecomunicazioni.La convergenza delle preoccupazioni si è avuta soprattuttosulla possibilità che certe transazioni anonime possanoalimentare operazioni di riciclaggio. Per tutto ciò diversirapporti sono stati sottoposti all'attenzione del G-10.

Allertati anche i Servizi segreti italiani da alcune operazionifinanziarie sospette tra l'Italia e la Russia. Nel rapporto deiServizi viene posta l'attenzione sulla possibilità chela criminalità organizzata, usi le conoscenze e le abilitàintrusive degli hacker, al fine di violare per fini illeciti importantisistemi computerizzati, articolati in rete, per carpire, modificareo distruggere dati sensibili, anche di carattere riservato.

L'esperienza investigativa degli ultimi anni ha permesso anchedi scoprire che le organizzazioni criminali più determinatee sofisticate usano l'informatica a fini di riciclaggio. Ad esempio,come ha avuto occasione di riferire Alessandro Pansa, Direttoredel Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, i cartellicolombiani, che hanno esigenza di raccogliere in tutto ilmondo il denaro sparso che hanno guadagnato vendendo droga, necessitanodi una grossa rete di comunicazione per recuperare tale denarosporco, e farlo confluire verso i cosiddetti broker, cioèverso i propri intermediari finanziari, che poi a loro volta devonofar confluire il denaro sporco verso le cosiddette case di cambio,cioè delle sorte di banche non ufficiali gestite dai cartellicolombiani. In questi circuiti illeciti le reti di comunicazionefino a qualche anno fa erano gestite via fax trasmettendo messaggicodificati, ma si è scoperta una nuova forma di comunicazionetelematica in senso stretto, cioè un collegamento attraversomodem e con computer. Ognuno di questi singoli operatori/riciclatoridei cartelli colombiani è dotato di un personal computerportatile, di un accoppiatore telefonico e di un programma dicomunicazione con un codice di criptazione estremamente complicatoche viene modificato continuamente. L'esperienza investigativadimostra che la criminalità organizzata è semprealla ricerca di nuove aree di affari, perciò non deve stupireche abbia scoperto l'informatica e i sistemi di pagamento elettronici.

Negli ultimi anni, sia in Europa che nel mondo, tutte le aziendehanno dovuto affrontare il cambiamento. Le più capaci hannodimostrato la necessaria duttilità organizzativa per adeguarei propri bisogni di impresa ai cambiamenti di scenario geopoliticoche hanno influenzato le leggi del mercato. L'adattabilitàdella propria organizzazione ai nuovi contesti e la capacitàdi stipulare alleanze tese ai raggiungimento di giuste dimensionisono risultati i fattori di successo delle imprese industrialidominanti i mercati internazionali. E tali capacità sonopossedute anche dalla criminalità organizzata di stampomafioso.

A queste considerazioni si aggiunga che qualunque operazione bancariae finanziaria venga posta in essere, viene trattata, archiviatae trasmessa, attraverso sistemi informatici e telematici. Se consideriamoche in Italia gli sportelli bancari e postali sono complessivamentepiù di 37.000, e se ad essi aggiungiamo quelli degli oltre20.000 intermediari finanziari, delle assicurazioni, delle societàdi leasing e factoring degli operatori di borsa, con molte probabilitàla somma stimata delle operazioni elettroniche raggiunge l'ordinedi alcune decine di milioni al mese. Mole di dati impossibileda controllare senza il ricorso a procedure informatiche. A ciòsi aggiunga l'incidenza delle numerose interconnessioni internazionalidelle varie forme di pagamento elettroniche.

Per avere un'idea della quantità di transazioni scambiatesi pensi ai sistema Fedwire, che è il principalesistema di trasferimento elettronico di fondi degli Stati Unitid'America. Esso permette connessioni tra le varie filiali dellaFederal Reserve Bank e le 11.600 istituzioni di deposito. Statisticamenteconsente di effettuare 250 mila transazioni ai giorno, per unamassa monetaria di un valore medio intorno ai 1.000 miliardi didollari.

Volumi analoghi viaggiano attraverso il sistema Chips,un sistema di trasferimento elettronico di fondi gestito dall'Associazionestanze di compensazione di New York. Venne creato nel 1970 pereffettuare pagamenti internazionali in dollari sostituendo gliassegni cartacei. È usato dalle maggiori banche del mondoper transazioni in dollari Usa fatte per conto della propria clientela.Le transazioni fattibili riguardano principalmente i pagamentiper vendite all'estero, lettere di credito, rimborsi, cambi divaluta estera e pagamenti vari. Il sistema gestisce oltre 150mila transazioni al giorno muovendo valori monetari stimati intornoai 1.000 miliardi di dollari.

Altri paesi usano il sistema Swift, creato nel 1973 trale maggiori 250 banche europee e nord americane, con lo scopodi poter trasmettere elettronicamente istruzioni bancarie internazionali.Il sistema è privato e di proprietà delle associate,ma possono utilizzano anche istituzioni finanziarie non bancarieautorizzate. Le tipologie di pagamenti internazionali consentitisono più di 100 e 10 le categorie di messaggi concernentii pagamenti internazionali e i trasferimenti di fondi. L'architetturadel sistema è composta da una serie di nodi principalie secondari e la sicurezza del messaggio inviato è garantitaanche da un sistema di criptazione dei contenuti della transazione.

Il ricorso contemporaneo a diversi sistemi di trasferimento elettronicodei fondi pone importanti interrogativi, a causa della possibilitàche i riciclatori di denaro sporco hanno nell'uso delle societàoff-shore alle quali possono far pervenire un pagamento - in formaelettronica -per poi far rientrare il denaro nel paese di originesotto forma di prestiti e di pagamenti a società.

I riciclatori di denaro sporco utilizzano i trasferimenti elettronicidi fondi evitando che gli ordini di pagamento siano diretti subitoall'ultimo beneficiario Complicano il percorso con molteplicitransazioni intermedie, ricorrendo ad una tecnica a volte chiamataa schemi stratificati. I passaggi intermedi sono alcunedecine. In una indagine sono stati ricostruiti oltre 80 passaggiintermedi. Alla fine del processo di pagamento telematico, ancheper l'assenza in questi sistemi di alcuni campi obbligatori nellastruttura dei messaggi, può accadere, nella pratica, chediventi impossibile accertare l'identità del reale iniziatoredel messaggio di trasferimento elettronico dei fondi.

Ne consegue che i sistemi informatici e telematici, indispensabiliper le attività di riciclaggio, sono altrettanto necessariper le iniziative di contrasto. In tal senso, si è orientataanche la legislazione italiana, riconoscendo in maniera forteil ruolo dell'informatica e della telematica.

In tal senso il sistema bancario italiano si è giàattrezzato dotandosi di un programma chiamato Gianos (Generatoredi anomalie per operazioni sospette), oggi utilizzato dalla quasitotalità delle banche italiane e la cui diffusione ètalmente elevata che, nella pratica, il sistema elabora complessivamentele operazioni che vengono poste in essere negli sportelli bancari,per una quantità di dati superiore a 40 milioni di operazionial mese.

La materia, nel suo complesso, richiede che la cultura ispettiva,investigativa e di contrasto, nonché la prevenzione aziendalesi completino con le conoscenze che l'informatica e la telematicarichiedono, non trascurando che particolare attenzione dovràessere dedicata a tutti i processi di sicurezza logica e fisicache riguardano la registrazione, l'archiviazione, il trasferimentoe il trattamento dei dati.

(Ndr: questo articolo è stato ripreso dellarivista bimestrale Bancaforte di marzo-aprile 1998)