Murdoch lancia la tv che ti spia Polemica in Gran Bretagna per il nuovo decoder della BSkyB: "Viola la privacy dei telespettatori" di Lo spione della nostra privacy non ha le fattezze di un investigatore privato ma di un set-top box, una macchina capace di trasformare la nostra televisione quasi in un computer. Un piccolo decoder che si sta diffondendo negli ultimi mesi e che il boss della tv satellitare Rupert Murdoch ha deciso di sfruttare a modo suo. Secondo il tabloid inglese "Express" gli abbonati a BSkyB, la televisione satellitare del plurimiliardario australiano, mettendosi in casa la scatola che permette di navigare su Internet, di fare acquisti on line, di accedere ai servizi di banche ed assicurazioni si portano dentro casa un agente dello stesso Murdoch. In pratica un cavallo di Troia capace di rivelare al suo capo, Murdoch, appunto, le nostre preferenze in fatto di acquisti o di programmi televisivi. Lo spione telematico entrerà in funzione a tarda notte. Riceverà l'ordine tramite un segnale digitale satellitare e per vie telefoniche comunicherà tutti i dati richiesti ad un numero verde della BSkyB. Un'operazione invisibile e silenziosa. Ma come superare la ritrosia del cliente a veder girare informazioni sui propri gusti e le proprie preferenze? Basta fargli subodorare una qualche forma di guadagno. I nuovi servizi interattivi dovrebbero partire entro due mesi e il set-top box costerà 199 sterline (circa 550 mila lire) con un sovrapprezzo di 160 sterline per chi di essere spiato non ne ha alcuna voglia. La minaccia del grande fratello ha fatto infuriare le associazioni dei consumatori. La paura diffusa è che i dati raccolti vengano utilizzati per motivi pubblicitari. Alla BSkyB sostengono invece che la "scatola" comunicherà con l'emittente per fornire i dati necessari a fare le fatture della pay per view. Lo scontro è aperto, quello che sarà interessante vedere è se i consumatori inglesi saranno pronti a vendere una fetta di informazioni sulla loro vita privata per meno di mezzo milione di lire. I precedenti sono illuminanti e amareggiano i fautori della difesa della privacy. Infatti mentre gli Stati alzano barriere fatte di norme e di leggi a difesa delle informazioni personali dei cittadini, i modi per aggirarle sono già operativi. Su Internet, ad esempio, Free-Pc ha lanciato un concorso proponendo un computer gratuito, una macchina di media potenza, nulla di eccezionale, in cambio di una serie di dati personali e sulla propria famiglia. Risultato? Il sito www.free-pc.com intasato da 500 mila persone pronte a dare al network qualunque tipo di notizia. (Ndr: ripreso da la Repubblica di mercoledì 17 febbraio 1999) |