In Spagna il dirigente di un’associazione dei consumatori è stato condannato al risarcimento dei danni per aver diffamato un pari grado di un’associazione concorrente e rivale tramite cinguettii elettronici.

Alla pena pecuniaria il giudice aggiunge l’obbligo di cancellare tutti i tweet diffamatori nonché la dantesca imposizione di twittare la sentenza (ovviamente, nella versione a 140 caratteri massimo) per 30 giorni nelle ore di punta di lettura del social nella penisola iberica. Il condannato fa sapere che non solo non twitterà la sentenza ma che ricorrerà in appello.

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