Sul quotidiano romano un’interessante chiaccherata con lo studente austriaco che scoprì che Facebook deteneva troppi dati sul suo conto in barba alle leggi europee. Da lì una escalation iniziata con un’azione legale in Irlanda e che, grazie anche al sopravvenuto Datagate e ad un coro unanime di proteste, ha portato la Commissione Europea a dichiarare invalido l’accordo sui principi di data transfer verso gli Stati Uniti del 2000 rivelatisi fallimentari.

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