Arrestati due fratelli italiani con base a Londra con l’accusa di reati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato ed intercettazione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche.

Nei fatti, i due hanno illecitamente veicolato un remote access tool che si è impossessato per finalità di cyber-spionaggio dei pc di un numero elevatissimo di protagonisti della vita socio-economica del Paese: oltre 18.000 tra politici, banchieri, amministratori, studi professionali, ecc.). Viaggiava sotto forma di allegato email proveniente da indirizzi plausibili e puntava esclusivamente a sistemi Windows.

Un dirigente di ENAV se ne è accorto e il caso è finito sul tavolo del Centro Nazionale Anticrimine Informatico della Polizia di Stato che, dopo una complessa indagine a ritroso, è giunta ai colpevoli.

Ignoti ancora il movente, ma difficile che il botnet creato mirasse ad un attacco di tipo DDoS: operante dal 2011 sembra più finalizzato alla sottrazione di informazioni per secondi fini. Il fatto che uno degli accusati sia iscritto alla massoneria genera qualche sospetto, ma non si esclude che dietro un’operazione di spionaggio così vasta vi possano essere dei mandanti di maggior calibro. La Cyber Division del FBI collaborerà alle indagini.

Qui il comunicato della Polizia di Stato