Le cuffie senza fili da 350 dollari della Bose sotto accusa per violazione del Wire Tap Act, la legge statunitense contro le intercettazioni.

Più che le cuffie, sul banco degli imputati ci è finita l’app che ne aumenta le performance esperienziali. Il download dell’app è vincolato al rilascio di dati anagrafici, numero di telefono ed email e, nel fornire servizi aggiuntivi, permette al produttore l’acquisizione della libreria dei file ascoltati dall’utente: dati che sarebbero venduti a società di marketing.

L’accusa sottolinea come i dati relativi all’ascolto possono rivelare molte delle inclinazioni degli utenti, anche estremamente riservate: una libreria audio può contenere non solo musica ma anche podcast di supporto psicologico, audiolibri di ogni genere, preghiere, e molto altro ancora. Una monetizzazione delle altrui preferenze personali in totale assenza di trasparenza e consenso dei clienti.

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