Tutti gli utenti del web sono invitati ad astenersi dai social network i prossimi 4 e il 5 luglio. L’idea di una due giorni di Social Media Strike è stata lanciata – con un post sul suo sito – da Larry Sanger, il co-fondatore (assieme a Jimmy Wales) di Wikipedia.

Sanger propone agli internauti di 48 ore social-astensione come forma di protesta contro l’utilizzo dei dati effettuato dalle superpotenze del web che centralizzano, manipolano e rivendono le informazioni rilasciate dagli utenti. L’iniziativa è correlata alla Dichiarazione di indipendenza digitale di cui Sanger è autore e di cui sollecita la sottoscrizione da parte del maggior numero possibile di persone.

La protesta è intesa a destare l’attenzione delle grandi corporation del web affinché “ci restituiscano il controllo sui nostri dati, sulla privacy e sulle esperienze“. Sanger propugna una maggiore decentralizzazione dei poteri digitali e un ruolo maggiormente neutrale di social netweork e big tech: “L’umanità è stata usata con disprezzo dai vasti imperi digitali. Quindi è ora necessario sostituire questi imperi con reti decentralizzate di individui indipendenti, come nei primi decenni di internet“. Ed ancora: “Abbiamo diritti digitali inalienabili: libertà di parola, privacy e sicurezza. L’architettura proprietaria e centralizzata di Internet ha indotto la maggior parte di noi ad abbandonare questi diritti“. Dovrebbero, in altre parole, operare “come dei fornitori di servizi neutri, come i siti web, i provider di posta elettronica o i blog“.

La speranza del cofondatore di Wikipedia è che lo sciopero abbia un successo tale da impedire che non solo i colossi digitali, ma anche i governi e sviluppatori del web, non possano ignorare il livello di insofferenza e insoddisfazione ingerato nel pubblico dall’agire indisturbato e spregiudicato degli oligopoli che padroneggiano la digital economy.