Mancano meno di 100 giorni all’entrata in forza del Regolamento europeo 2016/679 – GDPR e l’Italia sembra indietro su tutti i fronti.
Contrariamente a quanto accade in altri Stati membri, il nostro Ordinamento è in ritardo nella produzione degli atti di adeguamento della normativa; e i pochi interventi finora eseguiti non hanno brillato per chiarezza e logica d’intenti.
Questo scenario non ha di certo aiutato le aziende italiane, da sempre poco inclini a comprendere il valore di una compliance fino ad oggi percepita dai più come una scocciatura burocratica.
Ieri – stando a quanto riportato da ANSA – un’indagine commissionata da Microsoft a IDC Italia ha “rilevato il polso” alle organizzazioni italiane. Il quadro appare in linea con altri sondaggi eseguiti da un anno a questa parte. Il problema è che il tempo è sempre meno.
Ecco i numeri:
- é già pronto solo il 3% delle aziende con più di 10 dipendenti;
- il 43% ha appena iniziato l’analisi;
- il 54% ha ipotizzato un piano di conformità.
I dati per comparto, rivelano che la pubblica amministrazione e il settore finanziario risultano più avanti. I comparti manufatturiero e servizi sono più in ritardo.