Come annunciato nel corso della Apple’s Worldwide Developer Conference del giugno scorso, la nuova versione del sistema operativo iOS consentirà agli utenti di tenere d’occhio il comportamento della app scaricate sul proprio dispositivo. La funzionalità, denominata App Privacy Report, avrebbe dovuto esser già presente nel rilascio al pubblico di iOS (e iPadOS) 15 del 20 settembre scorso, ma al momento è ancora in fase di beta testing nella disponibilità dei soli sviluppatori. Sarà comunque on board nel prossimo aggiornamento 15.2 che dovrebbe esser presto accessibile al pubblico.

Come anticipato da TechCrunch, App Privacy Report presenterà una lista di app scaricate e per ciascuna di esse fornirà resoconto con dettagli sull’utilizzo dei sensori del dispositivo e l’accesso ai dati personali dell’utente, tra cui la posizione, le immagini, la fotocamera, il microfono, i contatti, i dati delle altre app (ad esempio, sulla salute), e altro ancora. Non mancheranno le sezioni App Network Activity e Website Network Activity che conterranno, rispettivamente, un elenco di domini e siti con cui ogni app eventualmente comunica, di modo da poter riconoscere quali terze parti sono coinvolte, a quale titolo e, dunque, se il data sharing è appropriato o indebito rispetto alle policy propugnate dall’app.

La funzionalità sarà attivabile da Impostazioni > Privacy > Rapporto sulla privacy dell’app > Attiva rapporto sulla privacy dell’app.

La nuova feature pare quanto mai opportuna per migliorare le condizioni generali di privacy e sicurezza della vita digitale rispetto al comportamento delle app che spesso è terreno nebuloso ed insondabile per i miliardi di possessori di un iPhone o iPad. Dal 2020 Apple aveva elevato il livello di trasparenza in tal senso, costringendo i produttori delle app presenti sul proprio App Store a dichiarare l’impatto privacy delle proprie release, imponendo una descrizione schematizzata delle funzioni critiche e l’inserimento di un link ad una privacy policy più esaustiva. Ma essendo limitata la capacità di Apple di sottoporre tutte le app controlli sulla veridicità delle dichiarazioni rese nello store, i consumatori non potevano far altro che decidere senza poter verificare che chi predicava bene non razzolasse male.

App Privacy Report potrebbe risultare un prezioso strumento di enpowerment dell’utente che potrà in pochi tap visualizzare in modo comprensibile cosa combina effettivamente un app (magari in background) e decidere se continuare ad utilizzarla o meno, oppure se toglierle qualche autorizzazione incautamente concessa dopo il download.

Il vantaggio nel medio periodo potrebbe essere duplice:

  • le privacy practice delle app non saranno giudicabili dai soli esperti IT ma anche da centinaia di milioni di persone normali che, anche in presenza di condotte lecite, potranno decretare l’insuccesso di un’applicazione troppo invasiva inducendo i produttori ad uno sviluppo più rispettoso o compatibile con la sensibilità del pubblico (ad esempio, grazie alla funzione in test di iOS 15 gli esperti hanno scoperto che l’app cinese WeChat da 1,25 miliardi di utenti mensili faceva ogni poche ore uno scan del cellulare alla ricerca di nuove foto degli utenti, inducendo il colosso Tencent ad eliminare un’attività ignota agli iscritti);
  • l’utente avrà un nuovo pannello di controllo che potrebbe indurlo a riflettere, a formare la propria consapevolezza su cosa/quanto è effettivamente disposto cedere di sé stesso in cambio delle funzioni di un’app.