Il Garante dichiara infondato ricorso inteso a far dichiarare l’illiceità della pubblicazione, su vari organi di informazioni, di messaggi confidenziali tra un prelato e la reclamante depositati in un procedimento penale. Riconosciuta l’interesse pubblico alla notizia, negata la valenza sensibile dei dati (allusioni non idonee a rivelare inclinazioni sessuali) e negata l’applicabilità delle norme che non afferiscono all’ordinamento italiano.

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