Le informazioni oggetto di violazione non riguardano il sito del Garante (www.garanteprivacy.it), bensì un’applicazione esterna, non più attiva a seguito dell’entrata in vigore del GDPR se non come registro pubblico, e quindi contenente dati già accessibili.
L’Autorità non sottovaluta in ogni caso l’attacco subito e sta predisponendo adeguate misure.
Roma, 9 maggio 2019